“L’arte è per noi l’unica via di salvezza, perché nei momenti in cui l’anima è colma della sofferenza eterna della vita,

rende possibile ciò che la vita

non sa darci [...], nell’arte

si può trovare la pace”
Konrad Mägi

VISIONI DAL NORD
PITTURA ESTONE DALLA COLLEZIONE ENN KUNILA
1910 – 1940

4 MARZO - 21 MAGGIO 2017
PER LA PRIMA VOLTA A FIRENZE
LE OPERE DELLA COLLEZIONE KUNILA,
TRA LE PIÙ GRANDI RACCOLTE PRIVATE DI PITTURA MODERNA DELL’EUROPA NORDORIENTALE

VISIONS FROM THE NORTH

ESTONIAN PAINTING FROM ENN KUNILA’S COLLECTION

1910-1940 

4 MARCH - 21 MAY 2017
FOR THE FIRST TIME IN FLORENCE

ONE OF THE LARGEST PRIVATE COLLECTIONS

OF CONTEMPORARY

NORTHEASTERN EUROPEAN PAINTINGS 

  • Facebook - Grey Circle

EERO EPRNER

curatore

"...all'inizio del secolo il Paese era ancora una provincia dell' Impero zarista, il potere era amministrato dai baroni tedeschi del Baltico e la società era organizzata in una severa gerarchia in cui la cultura era il privilegio di una piccola èlite. In soli vent'anni, tuttavia, l'Estonia raggiunse non solo l'indipendenza politica, ma anche la modernizzazione culturale, che interessò un'ampia fascia della popolazione."

ARNALDO COLASANTI

critico dell'arte e scrittore

"Studiando questa collezione abbiamo capito che la pittura estone non aveva soltanto un atteggiamento di grande fedeltà rispetto alle grandi capitali europee alla fine dell’Ottocento e ai primi del Novecento, ma soprattutto aveva la necessità di saper vivere il proprio tempo, di diventarne sua contemporanea".

VALENTINA  GENSINI

direzione scientifica,

Museo Novecento

"Risulata chiaro, in questi artisti, una forte impronta fauve così come la frequentazione, storicamente documentata e stilisticamente evidente, di un milieu culturale moderno di derivazione postimpressionista, afferente ad una compagine di artisti europei basati a Parigi, Berlino, Monaco e aperta agli altri principali centri artistici europei."

 Curata dallo storico dell’arte Eero Epner, la mostra presenta dipinti che ripercorrono le origini e gli sviluppi della modernità in Estonia, raccontando atmosfere, colori e paesaggi di artisti quali Ants Laikmaa, Elmar Kits, Villem Ormisson, Endel Kõks, Nikolai Triik e Herbert Lukk.

Caratterizzate da un’intensa sperimentazione cromatica,  le opere testimoniano da un lato lo stretto legame di questi artisti con la natura, il paesaggio e le terre natie, dall’altro il desiderio di  partecipare alla vita culturale delle capitali europee, rivelando l’influenza di correnti artistiche internazionali, fauve e post-impressioniste. Mossi dalla volontà di superare la tradizione pittorica realista, molti artisti trascorsero lunghi periodi a contatto con l’arte europea, che reinterpretarono personalmente, gettando le basi per la nascita della pittura moderna nel paese.

La mostra dedica un’attenzione particolare a Konrad Mägi (1878-1925), considerato il primo pittore della modernità estone. Più volte associato al neoimpressionismo, all’espressionismo e al fauvismo, nell’arco della sua carriera Mägi ha delineato uno stile e un vocabolario del tutto peculiari. Tra i soggetti dei suoi paesaggi si ritrovano anche vedute di città italiane che esercitarono una forte attrazione su molti autori del periodo.

 

Un programma di film, visite guidate e conferenze accompagnerà i tre mesi di esposizione: un’occasione unica per addentrarsi nella cultura novecentesca europea con uno sguardo rivolto verso il Nord.

 

La mostra è promossa dal Comune di Firenze, con l’organizzazione e il coordinamento di Mus.e, Console Onorario d' Estonia a Firenze, Luigi Cecchini e l'Associazione Italia-Estonia.

KONRAD MÄGI 1913-1914 Saaremaa. Studio

Enn Kunila. Foto: Meeli Küttim

La collezione d’Arte di Enn Kunila comprende numerose opere di artisti estoni a partire dall’inizio del Novecento. Per la qualitá degli artisti e delle opere d’arte la raccolta é paragonabile alle collezioni permanenti dei musei d’arte estone di analogo periodo. 


Nello stesso tempo la collezione di Enn Kunila é una delle più grandi del suo genere nell’Europa nordorientale, é costituita da opere realizzate nella prima meta del XX secolo, il periodo d’oro della pittura estone, durante il quale ha avuto origine la pittura professionale nazionalista, che ha rapidamente raggiunto un altissimo livello artistico. Come tale, la raccolta di Kunila fornisce un’idea dei processi di sviluppo di alcune tendenze artistiche di questo piccolo paese ! dell’Europa settentrionale.

 

«Studiando questa collezione - dice il critico Arnaldo Colasanti - abbiamo capito che la pittura estone non aveva soltanto un atteggiamento di grande fedeltà rispetto alle grandi capitali europee alla fine dell’Ottocento e ai primi del Novecento, ma soprattutto aveva la necessità di saper vivere il proprio tempo, di diventarne sua contemporanea».


L'imprenditore e collezionista d’arte estone Enn Kunila sostiene: «Credo che in un piccolo paese come l’Estonia, ogni grande collezione d’arte rappresenti un elemento imprescindibile della cultura nazionale. Per questo ogni collezionista ha non solo il diritto, ma anche il dovere di mostrare la propria collezione sia ai critici d’arte e ai ricercatori che, sopratutto, al grande pubblico.» 


Come collezionista e promotore d’arte, Enn Kunila é stato un importante sostenitore della vita artistica estone. Nel 2010 l’Associazione dei musei estoni gli ha conferito il titolo di Amico dei Musei dell’Estonia. Nel 2009 é stato insignito dell’U.S. Baltic Foundation Philantrophy Award of Baltic States. Nel 2012 il ministro della Cultura estone lo ha insignito del titolo di Amico della Cultura 2011. Nel 2006 Kunila é stato insignito dell’Ordine della Stella Bianca di quarta classe del Presidente della Repubblica estone come riconoscimento per il suo contributo all’imprenditoria del paese.

Konrad Mägi c.1898-1905

Konrad Mägi é considerato il piú importante pittore estone della prima metà del Novecento.

 

“L’arte è per noi l’unica via di salvezza, perché nei momenti in cui l’anima è colma della sofferenza eterna della vita, rende possibile ciò che la vita non sa darci [...], nell’arte si può trovare la pace,” scrive Mägi nella prima giovinezza. Ad incarnare un simile sentimento è innanzitutto il colore, intenso, di una flagrante vivacità nella bellezza pura del pigmento non mescolato. 
Alla fine degli anni Dieci l’impegno nella fondazione della prima scuola d’arte estone Pallas, unito a problemi di salute, impedisce a Mägi di dipingere, ma il viaggio in Italia del 1921-1922 offre nuovi stimoli: “nella mia natura c’è forse davvero molto di una persona del Sud. Tutta Roma ha qualcosa che la rende ogni giorno più interessante”. Mägi soggiorna a Roma, nell’isola di Capri e a Venezia, raccogliendo molti  schizzi tradotti in dipinti al suo ritorno a Tartu. Si tratta di quadri pieni di elementi mistici e misteriosi: porte e finestre chiuse e scure, rovine, un cielo blu lapislazzulo. I quadri dipinti sotto l’influsso delle impressioni italiane costituiscono l’ultimo periodo creativo coerente dell’artista, che a causa della salute cagionevole morirà nel 1925, a soli 46 anni. 

KONRAD MÄGI 1913–1914. Paesaggio con nuvole rossi