Monika Reppo a Rovigo: Echi d’Italia nell’archeologia estone
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L’Associazione Italia-Estonia è lieta di presentare la mostra e conferenza della dott.ssa Monika Reppo, “Echoes of Italy in Estonian Archaeology”, ospitata presso il Museo dei Grandi Fiumi a Rovigo e organizzata in collaborazione con l'Associazione Italia-Estonia. L’esposizione mette in luce le tracce materiali che testimoniano i contatti tra l’Estonia e l’Italia nel corso dei millenni – dall’età romana fino all’età moderna.
La dott.ssa Monika Reppo, ricercatrice presso la collezione archeologica dell’Università di Tallinn, propone una rilettura critica di un’affermazione a lungo ripetuta: quella secondo cui i reperti di origine romana o italiana
in Estonia sarebbero estremamente rari. Alla luce dei nuovi ritrovamenti, della digitalizzazione degli archivi e dei cambiamenti legislativi degli ultimi quindici anni (in particolare riguardo all’uso dei metal detector), questa convinzione appare oggi almeno in parte superata.
Monete romane e la Via dell’Ambra
Sebbene l’Estonia si trovi a circa 2.000 km dall’Italia, i contatti tra la Penisola Appenninica e la regione baltica risalgono già all’età del Bronzo, grazie alla Via dell’Ambra. In Estonia sono state rinvenute numerose monete romane, in particolare sesterzi in ottone, concentrati lungo le coste e nell’area del lago Peipus.
Nella regione del Baltico occidentale questi ritrovamenti sono collegati ai traffici dell’ambra tra il II e il III secolo d.C. È probabile che il valore delle monete non fosse tanto monetario quanto simbolico o materiale: analisi chimiche dimostrano che alcune furono fuse per produrre gioielli e altri oggetti metallici. Allo stesso tempo, esse potrebbero aver rappresentato le prime parole scritte incontrate dalle popolazioni locali.
Pellegrinaggi e lusso medievale

Nel Medioevo, oggetti italiani giunsero in Estonia anche attraverso i pellegrinaggi. Il viaggio da Roma a Tallinn superava i 4.000 km e i distintivi o i pendenti monetali portati dai pellegrini costituivano preziosi ricordi di un’esperienza straordinaria. Questa storica via di pellegrinaggio è oggi nuovamente percorsa ed è stata riconosciuta come Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa.
Per quanto riguarda la ceramica, i frammenti di maiolica nord-italiana e di albarelli rinvenuti in Estonia restano relativamente rari e sono associati a contesti di alto status sociale. Tuttavia, importanti scavi nei sobborghi di Tallinn hanno restituito una ricca collezione di oggetti del XV–XVI secolo, suggerendo legami commerciali più intensi di quanto si pensasse.
Il vetro e lo splendore barocco
Tra XIII e XIV secolo si diffusero in Estonia bicchieri smaltati ispirati alle officine veneziane. In particolare, la città di Tartu conserva una delle più grandi collezioni di bicchieri smaltati medievali al di fuori di Venezia. I frammenti decorati con pellicani, leoni, galli o figure umane testimoniano l’alto livello artistico e l’ampiezza delle reti commerciali.
Nel XVII secolo, in epoca barocca, arrivarono in Estonia anche calici in stile façon de Venise, caratterizzati da steli tortili e fili di vetro colorato. Curiosamente, frammenti di questi oggetti di lusso sono stati rinvenuti anche nei sobborghi urbani, indicando una diffusione sociale più ampia e complessa.
Perle in vetro con foglia d’oro: davvero rare?
Uno dei temi centrali della mostra riguarda le perle in vetro con foglia d’oro di epoca romana. Tradizionalmente considerate rarissime in Estonia, oggi sappiamo che solo nella collezione dell’Università di Tallinn se ne conservano oltre 600 provenienti da più di 30 siti archeologici. Sommando anche altre collezioni, il numero totale di perle rinvenute in contesti dall’alto Medioevo all’età moderna raggiunge circa 1.900 esemplari.
Questi piccoli oggetti, facili da trasportare, sono stati trovati sia in insediamenti sia in contesti funerari, spesso insieme a perle d’ambra. I dati suggeriscono che la loro presunta rarità debba essere rivista alla luce di nuove analisi sistematiche.
Una nuova prospettiva sui contatti tra Nord e Sud
L’indagine preliminare presentata da Monika Reppo dimostra che l’idea della scarsità dei reperti romani e italiani in Estonia è in parte superata, almeno per alcune categorie come le monete e le perle in vetro. Per altre, come la ceramica, la rarità rimane un dato reale, ma ulteriori studi potranno offrire nuove prospettive.
La mostra a Rovigo invita il pubblico a riflettere sulle connessioni storiche tra il Baltico e il Mediterraneo, rivelando un dialogo culturale che attraversa secoli e distanze geografiche, e che continua ancora oggi.





































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